• 27 Aprile 2026

AOU San Luigi Gonzaga: al via una nuova ricerca sul microbiota orale nella sclerosi multipla

AOU San Luigi Gonzaga: al via una nuova ricerca sul microbiota orale nella sclerosi multipla

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Un importante riconoscimento alla ricerca dell’AOU San Luigi Gonzaga e dell’Università degli Studi di Torino arriva con il finanziamento assegnato nell’ambito del bando annuale della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM), tra i più autorevoli e competitivi a livello nazionale nel campo della sclerosi multipla.

La sclerosi multipla rappresenta una delle patologie neurologiche più diffuse e invalidanti del sistema nervoso centrale. Colpisce prevalentemente giovani adulti tra i 20 e i 40 anni ed è una delle principali cause di disabilità in questa fascia di età. I sintomi sono eterogenei — dai disturbi visivi alle difficoltà motorie e cognitive — rendendo sempre più urgente lo sviluppo di strumenti diagnostici precoci e approcci personalizzati.

In questo contesto si inserisce il nuovo progetto di ricerca finanziato, che esplora un ambito innovativo: il ruolo del microbiota, in particolare quello orale, nello sviluppo e nella progressione della malattia. Negli ultimi anni, infatti, il microbiota — l’insieme dei microrganismi che convivono con il nostro organismo — è emerso come un possibile fattore chiave nell’interazione tra genetica e ambiente.

A guidare lo studio è Simona Rolla, ricercatrice dell’Università di Torino presso il Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche e vincitrice del finanziamento FISM. Il team coinvolge anche Eleonora Virgilio, neurologa presso la struttura di Patologie Neurologiche e Specialistiche del San Luigi Gonzaga, mentre il coordinamento tra attività clinica e ricerca sarà affidato a Marinella Clerico, responsabile della stessa struttura, docente universitaria e Presidente del Corso di Laurea in Medicine and Surgery.

Attraverso l’analisi della saliva, i ricercatori studieranno la composizione del microbiota orale e i metaboliti presenti nel cavo orale, con l’obiettivo di identificare biomarcatori precoci, facilmente accessibili e utili a prevedere l’evoluzione della malattia. Particolare attenzione sarà rivolta al possibile legame tra disbiosi orale e declino cognitivo.

Il progetto si distingue anche per il suo forte approccio interdisciplinare. Accanto alle competenze cliniche, lo studio si avvale del contributo del gruppo Quantitative Biology (qBio), guidato da Francesca Cordero del Dipartimento di Informatica, e di Marco Beccuti, referente scientifico per la componente bioinformatica del nodo italiano MIRRI-ERIC. Fondamentale anche il supporto del Centro Interdipartimentale Atlantis, diretto da Paola Costelli.

Il finanziamento FISM premia un lavoro di squadra che integra ricerca e pratica clinica, con l’obiettivo di sviluppare approcci sempre più personalizzati e migliorare la qualità della vita delle persone con sclerosi multipla. I progetti selezionati attraverso il bando FISM sono valutati tramite un rigoroso processo internazionale di peer review, a garanzia di eccellenza scientifica, indipendenza e rilevanza clinica.

Questo studio apre nuove prospettive nella comprensione della malattia e conferma il valore strategico della collaborazione tra ricerca, innovazione e sanità per affrontare le grandi sfide della medicina contemporanea.